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In questa sezione trovate molte informazioni e immagini della Riserva Naturale delle Antiche Cittą di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di S. Giovanni Incarico / Isoletta.

Questa Riserva Naturale  è stata istituita dalla Regione Lazio con propria legge, la n° 29 del 6 ottobre 1997. L'area della Riserva è situata nel basso Lazio, precisamente nella Valle del Liri, nel tratto in cui questa si allarga tra il monte Cairo  a nord  e i monti Ausoni a sud. Estesa per 724 ettari comprende parte dei territori comunali di: Arce, S.Giovanni Incarico, Ceprano, Falvaterra.

La  Riseva è caratterizzata dalla presenza di un lago artificiale (il cui ambiente palustre merita una notevole attenzione) e da due siti archeologici, quello più conosciuto di Fregellae (328 a.C.) e quello di Fabrateria Nova (124 a.C.).

Riserva Naturale delle Antiche Cittą di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di S. Giovanni Incarico / Isoletta
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Si raggiunge facilmente: dalla Strada Statale n° 82  "Valle del Liri" che attraversa in parte il territorio della Riserva; dalla linea ferroviaria Roma-Napoli via Cassino, fermata Isoletta/S.Giovanni Incarico; dall'Autostrada A1 Milano-Napoli, con uscita al casello di Ceprano.

L'unico centro abitato  che ricade nel territorio della Riserva è  quello di una frazione del Comune  di Arce, Isoletta  da cui si possono godere,  sostando in un comodo parcheggio, di alcune attrezzature come un'area  giochi per bambini, un'area pic-nic e raggiungere facilmente  alcuni  suggestivi sentieri escursionistici.

RILEVANZA NATURALISTICA NEL TERRITORIO

Il fiume Liri lungo il suo corso si unisce, all'altezza dell'abitato di Isoletta d'Arce con il fiume Sacco, per proseguire poi verso Sud-Est. Nel 1925 lungo il fiume, precisamente nel territorio di S. Giovanni Incarico, viene praticato uno sbarramento artificiale con la costruzione  di una centrale idroelettrica, dando origine all'attuale lago.

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In seguito alla costruzione della diga le acque sono salite di livello fino al piano dei terreni coltivati e, rallentando il loro corso, hanno determinato un notevole cambiamento delle caratteristiche ambientali, formando un vero e proprio AMBIENTE PALUSTRE.  Le sponde non più soggette alla erosione dell'acqua hanno permesso la crescita di una abbondante vegetazione igrofita e di conseguenza si sono sviluppate intorno al lago altre forme di vita. Il particolare ambiente che è venuto a delinearsi inoltre, richiama nel corso dell'anno, una ricca avifauna stanziale e migratoria, mentre le acque del lago e dei canali adiacenti abbondano di alcune specie ittiche.

FAUNA DEL LAGO

La  fauna che si muove intorno all'ambiente lacustre è varia e numerosa; mentre il livello variabile delle acque influisce molto sulla presenza di alcune specie di uccelli anziché di altre.

Uccelli

Le rive esterne durante le piogge stagionali diventano dei veri e propri acquitrini in cui sostano: l'airone cenerino (Ardea cinerea) presenza costante durante l'arco dell'anno, la garzetta (Egretta   garzetta), la pittima reale (Limosa limosa), il beccaccino (Gallinago gallinago), i corrieri, il mignattaio (Legadis falcinellus), il piro piro, la pettegola (Tringa totanus) e durante il passo la marzaiola (Anas querquedula).

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Il canneto e le zone d'acqua bassa sono frequentati da: il tarabusino (Ixobricus minutus), il tarabuso (Botarus stellaris), l'airone rosso (Ardea purpurea), la sgarza ciuffetto (Ardea palloides), il combattente (Philomacus pugnax), il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), l'avocetta (Recurvirostra avosetta), il mestolone (Anas clypeata), il fischione (Anas penelope), l'alzavola (Anas crecca), il totano moro (Tringa  erythropus);  la pantana (Tringa nebularia), il nibbio bruno (miluus migrans), il falco di palude (Circus aeruginosus).

Fra le specie che frequentano le zone aperte ci sono il germano reale (Anas platyrhynchos), la canapiglia (Anas strepera), il codone (Anas acuta) e altre anitre da tuffo: il moriglione (Aythya ferina) e la moretta (Aythya nycora).

Nella zona umida si trovano invece alcune rarità come : l'airone bianco maggiore (Egretta alba), la cicogna bianca (Ciconia ciconia), la volpoca tadorna tadorna, il falco pescatore (Pandion haliaetus); infine tra le specie che frequentano la macchia e i campi coltivati ci sono: il fagiano (Fasianus colchicus), la grigia (Curvus corone cornix) e l'upupa (Upupa epops).

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Mammiferi

Nelle zone arbustive si trovano alcuni anustelidi come la donnola (mustela vivalis), il tasso (Meles meles), la faina (Martes foina). Comuni la volpe (Vulpes vulpes) e il riccio (Erinaceus europaeus).

Pesci

Nelle acque del lago sono presenti: la carpa (Cyprinus carpio), la tinca (Tinca tinca), il cavedano (Leuciscus cephalus) e il persico sole (Leponis gibbosus).

Rettili

Nelle zone cespugliose e di macchia sono frequenti le lucertole, il ramarro e alcuni serpenti innocui come il biacco (Coluber viridiflavus) e il saettone (Elaphe longissima). Rara la vipera (Vipera aspis), mentre nell'ambiente palustre vive la natrice del collare (Natrix natrix).

FLORA DEL LAGO

Le zone umide in genere sono habitat legati alla presenza delle acque superficiali e il fattore comune  è comunque la presenza di acque almeno in parte stagnanti, quindi la vegetazione delle rive può essere molto varia, da quella di tipo decisamente arboreo, come gran parte di questo lago, a quella propriamente palustre con canne (Pragmintes communis) e thype  (Thypeae minima).

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Tutto il bacino lacustre, lungo il suo perimetro, è caratterizzato dalla presenza di alberi di alto fusto, per lo più specie la cui ubicazione è da attribuire essenzialmente alla tenuta degli argini, come le robinie (Robinia pseudoacacia L.), le roverelle (Quercus pubescens Willd), il rovere (Quercus petrea Mitt.), i salici (Salix alba L.) e i pioppi (Populus nigra).

La vegetazione arborea è molto rappresentata e passando attraverso i vari ambienti è possibile incontrare sia le pteridofite che le fanerogame.

Il terreno che lambisce le rive  è ricco di equiseti (Equisetum maximum L.), polipodiaceae (Polypodium vulgaris) e felce maschio (Dryopteris filix mas.). Ma la parte del leone la fanno le fanerogame (le piante fornite  di fiori), di cui una buona parte è da annoverare in quella particolare categoria di piante considerate "medicinali": borraggine (Borrago officinalis L.), asparago (Asparagus officinalis L.), senape nera (Brassiga nigra L.-Koch-), pungitopo (ruscus aculeatus L.), agrimonia (Agrimonia eupatoria L.), ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius L. -Link-), finocchio volgare (Fenicolum vulgare Miller), tasso barbasso (Verbascum thapsus L.), rosolaccio (Papaver rhoeas L.), rosa  canina (Rosa canina L.), menta  acquatica (Menta acquatica L.),  canapa acquatica (Eupatorium cannabinum L.), cardo mariano (Sylibum marianum L. Gaetner), timo comune (Thymus vulgaris L.), tarassaco (Taraxacum officinalis L.).

Importante la visione, durante il periodo primaverile, a ridosso dell'estate, di alcuni esemplari di orchidee selvatiche (Gen. Orchys).